Equitalia/AER

La notifica della cartella di pagamento. La cartella di pagamento non è mai il primo atto del fisco di cui il contribuente viene a conoscenza. Salvo rare eccezioni, il debitore viene prima avvisato della propria morosità con una richiesta di pagamento o un accertamento da parte dell’ente impositore (c.d. atto prodromico), il quale gli notifica un’apposita intimazione scritta . Se il debitore ritiene che l’importo non sia dovuto, o sia dovuto da un’altra persona, o sia errato nel calcolo, ecc. può sollevare, davanti al giudice, un’opposizione contro tale atto. Se non lo fa nei termini previsti dalla legge, l’atto non diventa più impugnabile, almeno per quanto riguarda il «merito» della vicenda e il debito si considera come se fosse stato ammesso. Contro la cartella di pagamento si può presentare opposizione qualora questa presenti dei vizi propri quali: la mancata notifica dell’atto prodromico; la notifica della cartella a un soggetto diverso dal legittimato; in caso di tentata notifica mentre il destinatario era momentaneamente assente da casa, il mancato invio a quest’ultimo della (seconda) comunicazione con cui lo si informa del deposito della cartella presso la casa comunale; la prescrizione o la decadenza del diritto alla riscossione delle somme; la mancata indicazione del responsabile del procedimento, necessaria in ogni cartella di pagamento; l’inesatta o incompleta indicazione delle modalità e termini per fare ricorso al giudice; la mancanza di pagine, all’interno del plico di Equitalia, che dovevano comporre la cartella di pagamento e la spiegazione delle ragioni per cui essa è stata inviata; l’insufficiente motivazione della cartella (motivazione che può essere anche fornita con il semplice richiamo a un precedente atto già notificato al contribuente); la carente spiegazione delle modalità di calcolo degli interessi, ecc.

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